Aria condizianata o poco dormire: ingrassare!!!

Dunque, per la mia persona che ultimamente tende ad ingrassare, molto probabilmente il problema principale è il poco sonno visto che l’aria condizionata è una di quelle suppellettili che, fino ad ora, proprio non utilizzo!!!!

Speriamo che finito il trasloco lavorativo non debba piegarmi al fatto di subire l’aria condizionata altrimenti divento una botte :-)))
A proposito di trasloco, vado a Ravenna … evviva!!! Anche stavolta di avvicinamento non se ne parla … caxxo!!! Almeno il mio capo è un GRANDE … mi rifarò con lui che è anche a dieta 🙂
Saluti radiosi

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Fuori servizio fornitura MT (15 kV) su richiesta del cliente

Questo post lo dedico a qualche collega che mi ha chiesto chiarimenti circa le modalità corrette per la consegna di forniture MT al cliente che deve farci dei lavori. Magari chi non è addentro a questi lavori può risparmiarsi di leggerlo perché abbastnza tecnico.

Nel caso in cui un cliente richiede la messa fuori servizio ed in sicurezza della propria consegna MT per eseguire lavori sul proprio impianto il Cliente deve prima di tutto inoltrare all’ENEL Distribuzione formale richiesta in tal senso utilizzando un apposito fac simile che le varie unità hanno disponibili.
Su questa richiesta è fondamentale la sezione riguardante la nomina della persona che eseguirà i lavori e riceverà in consegna gli impianti che deve appunto essere classificata PES ai sensi della Norma CEI EN 50110.

Si dovrà poi procedere con la predisposizione della modulistica necessaria e prevista dalle prescrizioni aziendali.

Quando il lavoro da svolgere è in cabina cliente, indipendentemente da chi ha la proprietà del cavo di collegamento si deve individuare correttamente il cavo quindi, in caso di presenza di sezionatore di terra all’arrivo del cavo si risolve in fretta andandolo a chiudere mentre in caso questo non ci sia il compito della verifica di assenza tensione e della messa a terra mobile và obbligatoriamente richiesta al cliente scambiandosi anche qui la relativa documentazione prevista.
Se poi si deve far intervenire l’incaricato della proprietà nella cabina del Distributore allora è importante rammentare che oltre all’individuazione univoca (Messa a terra) và accompagnata anche ad una idonea delimitazione del cantiere di lavoro all’interno della cabina.

Rammento che fino all’univoca individuazione dell’impianto la società distributrice non possa esimersi dal richiamare i vari incaricati al rispetto della norma CEI 50110 e di tutte le normative sulla sicurezza del lavoro.
E’ capitato anche a me di trovarmi degli elettricisti che non hanno rilevatore di assenza tensione … Con più d’uno si è rinviato l’intervento. D’altronde o si fanno crescere tutti sotto la comune cappa della sicurezza oppure è inutile poi lamentarsi di quello che ci circonda 🙂
Infine penso che se si rispetta correttamente quanto sopra difficilmente potranno esserci infortuni e altrettanto difficilmente potremo finire … Davanti al giudice!!!

Saluti radiosi

Infortunio sul lavoro a Jesi

Consentitemi di dedicare quasto articolo ad una aspetto particolarmente odioso della mia attività lavorativa: un infortunio elettrico.
Purtroppo gli infortuni sono sempre pronti in qualsiasi settore (anche nella vita domestica …) quindi non ritengo niente di scandaloso parlarne pertanto di seguito vi riporto gli articoli apparsi sulla stampa locale (siamo nelle Marche). Se non sbaglio dovrebbe essere avvenuto giovedì della settimana scorsa
Corriere Adriatico
Attimi di terrore per tre distinti grandi botti negli scantinati dell’immobile sede della Bdm L’Sos in via XV Settembre

Esplode una centralina, feriti e paura
Ustionati due operai dell’Enel che stavano controllando l’impianto
JESI – Un triplice boato ha scosso corso Matteotti nel primissimo pomeriggio di ieri. Erano le 14,50. Un rumore greve, una deflagrazione e poi il black-out. Allarmi in tilt e fumo da via XV Settembre. Poi i mezzi dei vigili del fuoco, carabinieri, polizia e vigili urbani. E l’ambulanza del 118 che a sirene spiegate ha raggiunto il corso, bloccandosi proprio davanti al palazzo della Banca Marche.

La cabina dell’Enel dietro il palazzo della Banca Marche – al civico 8 del corso – completamente in fiamme. Due uomini, il capo formazione dell’Unità Enel di Jesi Moreno Bagnarelli e un operaio, Andrea Santini, feriti con ustioni al viso e alle braccia. Un infortunio sul lavoro terribile. E tra la gente, tanta paura.

L’inferno dietro corso Matteotti è scoppiato senza prevviso. I due operai dell’Enel stavano effettuando lavori di manutenzione ordinaria agli apparati secondari della cabina Enel di via XV Settembre, un sito ipogeo molto importante perché rifornisce di energia elettrica buona parte degli utenti del centro, circa 200 stando a una primissima stima. Per cause ancora in corso di accertamento da parte dei responsabili dell’Unità Enel, delle forze dell’ordine e dell’ispettore del lavoro dell’Azienda sanitaria intervenuti sul posto, sembra che si sia verificato un forte arco elettrico con cambio della sezione della bassa tensione della cabina, che ha dato luogo all’esplosione. Le fiamme hanno investito al volto e alla testa il capo formazione Moreno Bagnarelli, 51 anni, di Chiaravalle, dove abita con la famiglia, peraltro con lunga esperienza professionale. L’uomo stava operando in prossimità del quadro elettrico, ha riportato ustioni di secondo grado giudicate guaribili in 25 giorni. E’ stato ricoverato nel reparto di Medicina d’urgenza dell’ospedale di viale della Vittoria. Ferito più lievemente anche un giovane operaio, Andrea Santini, 23 anni di Serra De’ Conti, dipendente Enel da due anni, che ha riportato un’ustione di secondo grado all’avambraccio destro. Ne avrà per 15 giorni. I vigili del fuoco hanno transennato l’intera area, mentre i vigili urbani hanno chiuso al traffico via XV Settembre fino alle 16. Sul posto anche polizia e carabinieri.

“Stiamo lavorando per capire esattamente cos’è successo – spiega il responsabile dell’Unità Enel di Jesi – e come mai si sia potuto verificare un arco elettrico mentre i nostri operai stavano effettuando un’operazione che è di routine, semplice specie per uno con larga esperienza come Bagnarelli. I danni sono ingenti. Anche se contiamo di ripristinare l’energia elettrica ai circa 400 utenti interessati dal black-out entro le ore 19”.

Dopo questo anche un’altra recensione questa volta tratta dal Messaggero:

JESI Stavano svolgendo un semplice lavoro di routine, una piccola manutenzione agli apparati secondari della cabina di trasformazione dell’Enel di via XV settembre. Un lavoro da pochi minuti, semplice come cambiare un interruttore. Moreno Bagnarelli e Andrea Santini, due operai dell’Enel, avevano da pochi minuti raggiunto la centralina, che si nasconde dietro una grata nel muro di fonte all’entrata del circolo reduci e combattenti, e si erano introdotti nell’angusto spazio interno. A pochi minuti dalle 15, all’improvviso, una fiammata – un arco elettrico secondo la terminologia tecnica – si è sprigionata dalla cabina. Inaspettata. Bagnarelli, 50 anni di Chiaravalle, il più esperto dei due, che lavorava proprio sopra al quadro, è stato investito in pieno volto, senza aver il tempo di scansarsi ed evitare la fiamma. Santini, 27 anni di Serra de’ Conti e impiegato della compagnia elettrica solo da un paio d’anni, si trovava qualche centimetro più dietro ed è stato raggiunto solo su un fianco, all’altezza del braccio, protetto dalla tuta da lavoro. Non si conoscono ancora le cause dell’improvvisa deflagrazione, saranno stabilite nelle prossime ore assieme all’ispettore del lavoro dell’Asur. L’esplosione di una centralina elettrica è un fatto infrequente, ma non rarissimo. La centralina di via XV settembre è un nodo importante delle rete elettrica che attraversa la città. Una volta andata in panne quella, almeno 500 utenti tra corso Matteotti e le vie e i vicoli adiacenti sono rimaste senza corrente, tra cui le banche e i negozi del corso, mentre la sirena dell’allarme della Pinacoteca suonava senza interruzione. I danni sembrano ingenti. Sul posto vigili del fuoco e ambulanze della Cri che hanno trasportato i due operai all’ospedale di Jesi. Bagnarelli ha riportato ustioni di terzo grado al volto e all’avambraccio, Santini se l’è cavata con bruciature più lievi. Le prognosi sono di 25 e 15 giorni.
Non mi dilungo su analisi tecniche dell’infortunio anche perchè non ho elementi ma penso che chi lavora nel settore elettrico non fatichi a farsene un’opinione e penso anche che chi ha visto foto di impianti in cabina elettrica scoppiati si renda conto come possano stare i nostri due colleghi e che tipo di spavento (oltre al dolore) hanno attraversato. Ho personalmente conosciuto il collega capo-formazione interessato con cui mi sono confrontato anche durante una formazione a Jesi.
Una persona prima di tutto, una persona come ognuno di noi che ha sicuramente pagato cara una piccola svista, un collega di provata esperienza con cui avevamo anche parlato assieme per portare qualche esempio ai colleghi più giovani.
Una cabina elettrica è una bomba a grappolo: tutti conosciamo bene i rischi ma alla fine può capitare, essendoci a contatto tutti i giorni, di prendere sottomano e con leggerezza uno qualsiasi dei componenti installati e l’infortunio … è sempre in agguato.
Se qualcuno ha notizie sullo stato di salute dei colleghi e la loro famiglia o aggiunte da riportare è pregato di farlo….
In bocca al lupo ai due infortunati che spero un giorno verranno ad esprimere la loro esperienza diretta, di uomini, affinchè noi possiamo prenderne spunto e trarne giovamento; magari se qualche collega legge il post li inviti ad intervenire… Non mi interessa troppo capire operativamente cosa è successo ma vorrei capire meglio cosa si prova a vivere una tale esplosione con coinvolgimento del proprio corpo, in modo diretto e senza tanti filtri interpretativi!!!
Non mi piace cavalcare l’onda dell’infortunio che coinvolge tutta l’azienda a diversi livelli, mi raccomando ai collaboratori di non dimenticare di segnalare i mancati infortuni … su quelli si può agire per evitarne e dare vero valore aggiunto!!!
Saluti radiosi

Il Rame ed i furti

Oramai quotidianamente si apprende di furti di rame un pò ovunque. Il valore del rame effettivamente è cresciuto parecchio (3 euro al kg ed anche di più…) pertanto il gioco può inziare a valere la candela per qualcuno.

Io stesso avevo riportato di un tentativo di furto alla sede ENEL e assicuro che altre ce ne sono e sono stati che sono andati a buon fine; per me però si rende indispensabile fare un appunto … Continua a leggere

Infortuni per cadute dall’alto su impalcature

In molte occasioni salta fuori l’eterno enigma, per il lavoratore in aziende elettriche, se usufruire o meno dell’impalcatura del costruttore/manutentore per accedere agli impianti poste sulle facciate delle case.

Di recente è stato fatto un importante convegno a Trieste riguardo appunto le cadute dall’alto. E’ abbastanza orientato al settore edile prprio perchè è quello che maggiormente incide sia in termini di infortuni che in termini di morti ma sfogliando le varie presentazioni riportate anche gli altri utilizzatori (fra i quali i servizi, in cui noi ci inseriamo) …. non sono poi tanto indietro.

C’è anche una interessante circolare (Circolare n. 30 del 3 novembre 2006) emanata di fresco che tratta i trabatelli su ruote che ribadisce, se ce ne fosse ancora bisogno, l’importanza della presenza delle istruzioni del costruttore per una corretta installazione e sancisce la necessità di apposita formazione agli operatori.

Voi elettrici che fate? Ci salite oppure no nelle impalcature dei costruttori? L’avete mai montato il trabattello disponibile nella Vostra azienda?

Saluti radiosi

Asta pubblica

Questa volta pubblico la notizia di un’asta ormai prossima che si terrà a Ravenna in Via Serafino Ferruzzi il 4/12/2006 ore 11.00 con mobili di pregio presenti nella sede vecchia sede ENEL

Tutti gli oggetti messi all’asta possono essere visionati presso la sede nei giorni 2 e 3 dicembre (Sabato e domenica prossimi) oppure sul sito dove è stato pubblicato il catalogo con le basi d’asta.

Arredi degli anni dalla fine dell’800 agli anni 50 Lampadari di Murano , Specchiera, Librerie, Credenze, Armadi, Armadi a serranda, Scrivanie, Tavoli, Poltrone, Sedie …. Ecc.

Un pezzo di storia che ognuno può portare a casa sua con base d’asta di puro realizzo ed anche a libera offerta

Saluti radiosi

Cento operai morti ogni mese in Italia???!!!!

Sono operai di tanti settori anche se i maggiori sono concentrati nel settore edile ma …. sono le stesse cifre della guerra in Irak!!!!

Se leggete l’articolo su Repubblica  probabilmente emerge subito il taglio giornalistico/sensazionalistico ma sono fermamente convinto che una parte di infortuni non sia mai venuta a galla (spero non mortali) e questo succede oltrechè nei più svariati settori lavorativi anche in quello elettrico.

Sono convinto che sicuramente non nelle aziende serie e prestigiose ma, probabilmente, in qualche ditta appaltatrice o subappaltatrice possa accadere qualcosa di non sempre chiaro.

Comunque a me non interessa fare della demagogia strisciante e mi piacerebbe che, proprio nel rispetto delle tante morti o invalidità che si verificano nell’ambiente lavorativo, qualcuno raccontasse di come ha risparmiato un infortunio o di come ci si si sia avvicinato pericolosamente. E’ proprio su questi che tutti i lettori potrebbero avere un ritorno significativo che potrebbe arricchire la loro attività.

Dai, non siate timidi, su 🙂

Saluti radiosi